Friday, August 29, 2014

Embargo, gli effetti su Kaliningrad
Kaliningrad, l’enclave russa situata sulle rive del Baltico tra la Polonia e la Lituania, dipende dall’Europa per l’importazione di prodotti agroalimentaripiù di altre regioni russe. Secondo le stime ufficiali, i prodotti colpiti dalle sanzioni russe costituirebbero solo il 16% del volume complessivo dell’import della regione di Kaliningrad. Tali prodotti potranno essere sostituiti da quelli di produttori locali e fornitori provenienti da paesi non coinvolti nell’embargo, hanno detto a Rbth dal governo della regione. Ciò avviene già 10 giorni dopo l’introduzione nell’enclave del divieto d’importazione di mele e pomodori dalla Serbia e di uva dalla Malesia, ha spiegato a Rbth Svetlana Kumaneva, che riveste la carica di vice direttore regionale delle dogane di Kaliningrad. Inoltre, a suo avviso, sarebbero stati stipulati contratti con fornitori provenienti da Bielorussia, Turchia, Israele e da paesi sudamericani.
 
 La lista nera del cibo
Nell’elenco dei prodotti a rischio sono finiti anche i formaggi, prodotti in scarsa quantità nella regione, e certi ortaggi e certa frutta, provenienti soprattutto da fornitori polacchi e lituani. A detta di Nikolay Tsukanov, la situazione che si è venuta a creare sarebbe da imputare a una carenza strutturale del sistema. “Essendo un’enclave siamo sempre stati vulnerabili sul fronte della sicurezza alimentare. Le nostre catene commerciali avrebbero dovuto da un pezzo non fare affidamento sulle riserve polacche e lituane, ma creare dei propri magazzini per la conservazione di scorte di frutta e verdure”, ha dichiarato il 21 agosto il governatore della regione di Kaliningrad, durante un incontro con i responsabili delle reti commerciali e dei mercati. Secondo i responsabili della catena commerciale di Kaliningrad “Semya”, il gruppo starebbe già costruendo un grosso magazzino. Di un analogo progetto ha parlato anche la catena “Fito-Depo” che rifornisce la regione di patate, frutta e verdure.
Difficoltà logistiche
A detta degli esperti, un altro problema è legato al fatto che le dogane e gli organi di controllo preposti hanno inasprito le norme sui documenti necessari per l’importazione di frutta e verdura con l’effetto che una parte dei carichi sono rimasti all’estero. Per esempio, dal 19 al 22 agosto, nei magazzini di temporanea custodia “Inmar” sono stati fermati sei furgoni che trasportavano prodotti facilmente deperibili della catena “Vester”. “I nuovi fornitori provenienti da Turchia, Macedonia, Serbia, Bielorussia, Israele, a differenza della vecchia controparte commerciale dell’Ue, si rifiutano di operare senza pagamenti anticipati al cento per cento” aggiunge il presidente del consiglio di amministrazione del gruppo “Vester”, Oleg Bolychev. Perciò, è probabile, a suo avviso, che spariscano temporaneamente dagli scaffali mele, pere, uva, pesche, albicocche, nettarine, ananas, frutti di bosco e frutta esotica.
 
Si fermano le esportazionidi pelle dalla Russia
La situazione dei produttori di Kaliningrad, che prima utilizzavano materie prime europee, appare incerta. Secondo le informazioni in possesso di Oleg Bolychev, un gruppo di fornitori avrebbe già aumentato i prezzi di vendita. In particolare, i prodotti a base di carne congelata del gruppo “Morozko” sarebbero aumentati dal 25 agosto del 5%, mentre i prodotti di panetteria, i formaggi e la frutta secca di “Russky Khleb” sarebbero rincarati del  9%.
Gli effetti sulla popolazione
Come osservano i residenti, dai negozi delle catene commerciali è scomparsa per alcuni giorni tutta la frutta a nocciolo: albicocche, pesche, nettarine, sostituite da poi da pesche provenienti dalla Macedonia. In sostituzione della frutta polacca è arrivata quella serba, ma un chilo di mele ora costa il doppio. Tuttavia, verso la metà di agosto, l’unione regionale delle associazioni dei consumatori di Kaliningrad si è rivolta ai privati e alle aziende agricole per l’acquisto di mele locali. “A scandalizzarci sono solo i nuovi prezzi dei limoni. Prima mia moglie preparava di continuo la limonata in casa, ma ora bisogna pensarci due volte prima di compare dei limoni. Per il resto per la nostra famiglia non è cambiato sostanzialmente nulla. Le mele crescono nella dacia e la carne la prendiamo, come abbiamo sempre fatto, direttamente in cascina; al posto del formaggio polacco abbiamo cominciato a comprare quello di Kaliningrad”, dice Aleksey Melkov, residente a Kaliningrad, età 55 anni.
Le autorità locali sperano che il divieto sull’import serva da stimolo per lo sviluppo dell’orticoltura locale e della zootecnia nella regione. Ma i residenti dell’enclave russa - produttori, fornitori e rivenditori - non aumenteranno senza ragioni fondate i prezzi dei prodotti destinati all’alimentazione. “A essere onesti, temevo che avrebbero deciso di approfittare della situazione per aumentare tutti i prezzi”, dice Kristina Litvak, residente a Kaliningrad, età 25 anni. “Sono felice che i miei timori non si siano avverati”.
Verso la metà di agosto i media polacchi e lituani hanno parlato di una totale penuria di prodotti alimentari in Russia, e in particolare nella regione di Kaliningrad. Tuttavia, come scrive, per esempio, il giornale lituanoKlaipeda, le speranze dei rivenditori delle regioni confinanti di veder arrivare “fiumi di cittadini affamati” dalla regione di Kaliningrad non si sono avverate. Secondo le informazioni in possesso del giornale, nelle ultime due settimane le code al posto di confine Sovetsk-Panemune non sarebbero aumentate.

El destino ruso de Immanuel Kant

26 de febrero de 2014 Yan Shenkman, Rusia Hoy
El gran filósofo alemán Immanuel Kant, fundador del idealismo clásico, vivió en Königsberg, en Prusia Oriental. Ahora esta ciudad se llama Kaliningrado y se encuentra en territorio ruso. Así que Kant tiene algo de filósofo ruso.
El destino ruso de Immanuel Kant
Cuando, a mediados del siglo XVIII, el este de Prusia se convirtió en parte del Imperio ruso, Kant escribió una carta solicitando la vacante de jefe de cátedra del departamento de metafísica en la universidad local. Pero le fue negada, alegando que el filósofo tenía poca experiencia. Sus trabajos eran leídos en toda Europa, pero se le reprochó su ¡poca experiencia!
Kant continuó escribiendo solicitudes y finalmente consiguió un puesto en la universidad como lector de Geografía Física. Pero tan fuerte era en Filosofía, como débil en Geografía. Su geografía no era física, sino más bien metafísica. Kant, por ejemplo, aseguró a sus alumnos que en Rusia se encontraba el esturión, un pez que para hundirse hasta el fondo tragaba piedras, así conseguía mayor peso. Y que, cerca de Orenburg, vivían unos hombrecillos con pequeñas colas.
En el pueblo, sus vecinos le amaban a pesar de sus excentricidades. Este amor, sin embargo, no duró mucho. A los seis meses de su muerte, la casa de Kant ya era una cafetería, y luego fue demolida por completo, para construir en su lugar un taller de sombreros.
Aquí termina la historia física de Kant y comienza la metafísica. Sin saberlo, el filósofo entró en una disputa con el entonces todavía no nato Lenin. Este último aseguraba que todo cocinero podía gobernar un Estado. Kant preguntó: "¿Y qué hombre de Estado puede comprender el verdadero arte de la cocina?"
Años más tarde llegó la novela de la famosa Bulgákov, Maestro y Margarita. La historia comienza con una escena en los Estanques del Patriarca. Vóland (alias Satanás), que se encuentra en Moscú de visita, comenta con humor que ha desayunado con Kant y éste le ha dado cinco pruebas de la existencia de Dios.
A Vóland le responden, muy en el espíritu de la propaganda postrevolucionaria antirreligiosa, que su Kant, para decir sí, dice Solovkí. Es decir, castigo. En la década de 1920, Solovkí fue uno de los campos de trabajo más brutales.
A partir de este capítulo fantástico, miles de lectores rusos supieron por primera vez de la existencia de Kant. Pero lo más fabuloso es que casi se hizo realidad literalmente. Un descendiente de Kant, Vladímir Fidler, después de la revolución se convirtió en ingeniero involucrado en el diseño de fábricas en Siberia, y después en los Urales. Esos lugares donde, según las ideas de Kant, vivían personas con colas.
Su destino fue trágico. En 1932, Fiedler murió en circunstancias misteriosas. Existe una versión de asesinato. Póstumamente fue declarado espía británico y enemigo del pueblo. Ese era, en realidad, el castigo. A Solovkí, cierto, no logró llegar. Aunque dicen también que el descendiente del filósofo era un hombre de fe.
Pero la historia rusa de Kant no acaba aquí tampoco.
En septiembre del año pasado, lejos de Königsberg, en Rostov del Don, en el sur de Rusia, se produjo un trágico incidente. Un hombre llegaba a casa tarde por la noche y decidió comprar cerveza.
Se detuvo en el stand de cerveza y conversó con un hombre joven. Comenzaron a discutir acerca de la filosofía de Kant. Decidieron averiguar cuál de ellos había entendido correctamente sus teorías metafísicas. La disputa se convirtió en una pelea. El joven sacó su arma y disparó varias veces a su interlocutor.
En Rusia, no sólo aman a Kant, sino que bajo ciertas circunstancias, pueden hasta disparar por él.
Y, en relación con este caso, cabe hacer una observación póstuma del propio Kant quien, en contra de las tradiciones nacionales de Alemania, no podía soportar la cerveza. "La cerveza - decía el filósofo – es de mal gusto".

Kaliningrado: separatismo con cara europea

12 de septiembre de 2012 Olesia Guerasimenko, Kommersant-Vlast
La más europea de las regiones de Rusia, Kaliningrado, está cada vez menos contenta con la política del centro federal.

Kaliningrado es una de esas regiones de Rusia que se pueden llamar únicas sin miedo a equivocarse. Rodeada por todos lados de estados miembro de la Unión Europea, la zona se encuentra en una situación de exclave, ya que no comparte fronteras por tierra con el resto de Rusia. La región de Kaliningrado es la región más occidental tanto por su situación geográfica, como por su mentalidad, según afirman los expertos.
Las relaciones entre Moscú y Kaliningrado no se puede decir que estén exentas de conflictos.  Uno de los ejemplos más claros es el futuro de la zona de libre comercio de Kaliningrado, creada en 2006 para el desarrollo empresarial en la región. El estatus de zona especial prevé la exención del IVA  para las empresas registradas en el territorio. Sin embargo, el centro federal corrige periódicamente la lista de productos sobre los que se aplica esta norma. Cada ampliación de excepciones provoca la indignación de los empresarios de Kaliningrado. Uno de los últimos conflictos tuvo lugar en marzo, cuando el gobierno ruso prohibió importar al país sin pagar los derechos de aduanas, aceite de coco, utilizado en la producción de dulces.
"No entiendo cómo se le puede quitar a la región unas ventajas que están escritas en la ley", se indigna el director de la Fábrica de masa de chocolate Nikita Smelkov, en una de las mesas redondas. "Todo nuestro negocio se basa en que en la zona no haya aranceles aduaneros". 
Los empresarios afirman que las leyes que se aprueban en Moscú no tienen en cuenta las especificidades de la región. La vecina Varsovia les resulta más comprensible que la lejana Moscú.
"Un tipo de separatismo no estudiado" 
El docente de la cátedra de politología y sociología de la Universidad Federal del Báltico 'Kant', Vladímir Abramov, es un convencido antiseparatista. Aunque considera que el hecho de que el centro federal ignore las características específicas de la región inevitablemente empujará a la población hacia "acciones sociales de tendencia evidentemente autonomistas". Cita cifras: el 25 % de la población de la región de Kaliningrado tiene un visado múltiple de la zona Schengen y el 60% cuenta con pasaporte. Estos indicadores no existen en ninguna región de Rusia, donde el 80 % de la población nunca ha salido del país. Al mismo tiempo, cada vez más miembros de la clase media utilizan las regiones vecinas de otros países como su 'variante B': compran inmuebles allí, y con ellos el permiso de residencia, llevan a sus hijos a colegios polacos y lituanos.
Kaliningrado formó parte de la URSS tras el final de la Segunda Guerra Mundial. Anteriormente formó parte de Prusia y Alemania y se conocía con el nombre de Königsberg. Entre sus más ilustres personajes se encuentra el filósofo Immanuel Kant.
El año pasado la hija de uno de mis contertulios accedió al primer curso del instituto. En un encuentro con los alumnos antes del 1 de septiembre, el profesor preguntó: ¿Qué ciudades de Rusia conocéis además de Kaliningrado? Las respuestas que escuchó fueron: Vilna, Gdansk, Varsovia, Berlín. Ninguno de los 30 alumnos dijo Moscú o San Petersburgo.
Otro de los rasgos del separatismo de Kaliningrado es su juventud. Sobre el deseo de independencia no hablan los ingenieros de más de 40 años, sino los alumnos de los últimos cursos de instituto o los universitarios.
"La falta de atención que muestra el gobierno hacia nosotros nos lleva a la siguiente conclusión: ¿para qué nos hace falta ser parte de un gran Estado? Simplemente creemos que solos, sin Rusia, nos iría mejor. No tiene por qué ayudar, pero que no moleste", dice, Iván, un recién licenciado de la Universidad de gestión audiovisual. "El deseo de separarse lo provoca la falta de atención y de respeto que hay hacia la región. Los habitantes de Kaliningrado sufren pequeños problemas, pero Rusia como Estado solo puede resolver los problemas grandes. Y esta contradicción genera el separatismo regional. 
"Este es nuestro primer problema. Nos encontramos en medio de Europa y ya ha crecido una generación que nunca ha estado en Rusia", afirma Alexánder Yaroshuk, alcalde de Kaliningrado. "Pero desde la infancia han salido los fines de semana a Polonia, Lituania o Alemania".
Para solucionar este problema, el gobierno lanzó el programa "¡Somos rusos!" hace cuatro años. "Los colegios pusieron carteles y en las vacaciones llevamos a los alumnos en avión o en tren a Rusia, les enseñamos Moscú y San Petersburgo, el Kremlin, la Plaza Roja...", nos cuenta Yaroshuk. 
El alcalde recuerda que solo existe un programa federal de desarrollo regional en Chechenia y en Kaliningrado: "Por eso hablar de que el centro federal no ayuda, no es correcto", resume el dirigente.
Por otro lado, la oposición es menos optimista.
"Ahora el separatismo de Kaliningrado está congelado, latente. En caso de intervención federal (un escándalo de visas, por ejemplo) se va a montar una buena", dice Guinzburg y continua su discurso con una frase que es común entre los políticos regionales en la oposición: "Pero de momento no vemos nada bueno de Moscú.
"Nuestro situación de exclave es para siempre"
En diciembre de 2009 se habló de Kaliningrado  en toda Rusia por las manifestaciones de protesta que, en opinión de numerosos politólogos, fueron las precursoras de las protestas de Moscú.  Uno de los organizadores de estos mítines, Arseni Majlov afirma que si entonces hubieran salido a las calles todos los descontentos en Kaliningrado hubiera habido una revolución, y la única exigencia política que hubiera podido proponer la gente era la separación de la región de Rusia.  
A día de hoy, la actividad política en la región no ha disminuido. Pero la oposición en Kaliningrado, a diferencia de otras regiones, es constructiva: para cada crítica tienen desarrollado una ley, un proyecto o una enmienda. Por ejemplo, Guinzburg se prepara con sus colegas para que en 2013 se activen las negociaciones entre Rusia y la UE para la preparación de un acuerdo base sobre cooperación estratégica.
"Redactamos para esta situación un párrafo sobre Kaliningrado", dice Guinzburg. "Nuestro situación de exclave es para siempre, no hay ni habrá otras regiones como esta.  Por eso en el bloque económico proponemos unificar los estándares con la UE, no podemos integrarnos en la economía rusa, lo que significa que tendremos que trabajar para la exportación". 
Uno de los principales objetivos de los partidarios del diputado es la aprobación de la ley "Sobre la región de Kaliningrado como exclave de la Federación rusa". La idea principal de la misma se resume en obtener mayor autonomía dentro de Rusia. "Para no tener que negociar con Moscú cada paso", explica el diputado.
Artículo publicado originalmente en ruso en Vlast

Tuesday, February 14, 2012

More visions of Kaliningrad

Kaliningrad is one of my privileged cities in the world, because of its beauty, its calm but modern rythm of life and its important history. From the eyes of a non Russian citizen, I will try to cooperate in this blog in order to show you the exciting Kaliningrad....

Thursday, May 12, 2011

The Secrets. Königsberg 13.

There was a secret laboratory on Knipehof Island (located not far from the Pregel old river-bed) and it called Königsberg 13.
Pregel River. Present days.

Thursday, May 5, 2011

The Sights. FASCINATING FORTRESS SYSTEM.

The uniqueness of the Kaliningrad Fortress system comes from the mostly well preserved site, a complete brick stone architecture, the visibility of the fortress structure and of the fronts in the city’s ground plan, the massiveness of its walls, the one of-a-kind gate architecture and the massive rings of the outer forts and intermediate works.
The Kaliningrad Fortress System       
The system mainly consists of the fortress gates that belong to the enceinte, the walls and the fronts as well as the outer forts.

Thursday, April 28, 2011

The Secrets. THE AMBER ROOM / ЯНТАРНАЯ КОМНАТА (a treasure stolen by Nazis in 1941 from the Catherine Palace in Tsarskoye Selo, Russia, it subsequently disappeared in 1945, amidst the chaos at the end of the war).

The Amber Room, Tsarskoye Selo, Russia, Present Days

Much has been written about the lost Amber Room, but the mystery remains. It was one of Russia's masterpieces of artistry until it vanished with the Nazi retreat. Now a magnificent replica has been created to rival the original.

Thursday, April 21, 2011

WELCOME TO KALININGRAD, RUSSIA! Excursus: A Brief History of Kaliningrad.

Kaliningrad, Southern Railway Station. Present Days

The Kaliningrad exclave lies on the Baltic Sea between Poland and Lithuania. It is a part of the Russian Federation nowadays.
Ever since its foundation, Königsberg has been a city of enigmas and paradoxes. The knights originally planned to build the city some 200 km to the east, at the Neman river. During their rest stop at a mountaun that contained a heathen place of worship, the knights observed a solar eclipse. The Teutonic Order's Magisters considered the phenomenon to be a sign from God, and decided not to disobey it. The mountain later bacame  Königs Berg - Royal Mountain.
In 1255 the main castle of Königsberg was founded on the bank of the Pregel River. A ring of fifteen fortresses (allegedly united by a system of underground tunnels) surrounds the city.
Königsberg was the grand capital of East Prussia. During the fifteenth century it found itself cut off from the rest of Prussia after a fearsome battle between the ruling Teutonic Order and Poland. Despite its isolation from other Germanic states, Königsberg continued to prosper as a centre of culture and learning, beautified by spectacular castles and palaces.